Comuniicato stampa - COR 2 - Malpensa

10 LUGLIO 2022

Data di pubblicazione:
14 Luglio 2022
Comuniicato stampa - COR 2 - Malpensa

COR2, Comuni di seconda fascia aeroportuale Azzate, Brunello, Cavaria Con Premezzo, Cazzago Brabbia, Crosio Della Valle, Daverio, Inarzo, Mornago, Sesto Calende, Sumirago, Taino, Vergiate COMUNICATO STAMPA

 È recente la sigla di un protocollo di intenti tra Comuni del CUV, Provincia di Varese, SEA, Regione Lombardia, protocollo privo di impegni concreti se non la cessione di 44 ettari di brughiera di alta valenza ambientale facenti parte del Parco del Ticino, che sarà trasformata in una colata di cemento per la costruzione di capannoni a servizio dello sviluppo dei voli cargo. Il Protocollo ha visto l’esclusione dei rappresentanti della maggior parte della popolazione che subisce i disagi di Malpensa, ovvero i Comuni e la Provincia del Novarese, i Comuni del Castanese, i Comuni a nord-ovest e nord-est di Malpensa, molti dei quali rappresentati dal Cor2. Non si vuole finalmente capire che l'iter del Master Plan 2035 di SEA si trascina, faticosamente, il fardello di un pesante equivoco. Equivoco che deve essere risolto per poter comprendere se, e quale futuro potrà avere l'aeroporto di Malpensa. Le ragioni storiche di questo equivoco sono:

1. la crescita fisiologica dell'attività aeroportuale,
2. la crescita dell’urbanizzazione e delle infrastrutture del territorio nell'intorno di circa 25 chilometri di raggio.

Si pone quindi un problema di compatibilità per questa delicata coabitazione. Qui sta l’equivoco: ogni piano di sviluppo aeroportuale dovrebbe, prima di tutto, affrontare e risolvere il problema della compatibilità. L’analisi della compatibilità, attuale e futura, oltre ad essere il presupposto per procedere con un corretto metodo valutativo, permette di stabilire quali potrebbero essere i limiti dell’attività aeroportuale senza che si abbiano effetti negativi sul territorio, inteso come ambiente e persone.
È SEA in grado di risolvere questo dilemma? È SEA in grado di fornire dati oggettivi che permettano di verificare ed approfondire questo problema di compatibilità? E stabilire quali potrebbero essere i limiti allo sviluppo? La risposta è NO, SEA non è in grado di farlo. Sul Master Plan 2035 grava dunque questa irrisolta contraddizione che lo rende strumentale a decisioni non sindacabili, non negoziabili, non rispettose di un confronto con il territorio. Come invece dovrebbe essere, secondo leggi e regolamenti. Analizzando il tema della compatibilità vengono ad esame ulteriori argomenti, particolarmente sensibili ad una visione «climate friendly», come ad esempio: primo fra tutti l’aumento della CO2, poi la dispersione di principi attivi ad elevato potere inquinante, la cementificazione e la impermeabilizzazione del suolo con il contributo all’aumento della temperatura, il rumore, eccetera. Nel caso del Master Plan non vi è il quadro di riferimento di un Piano d’Area, non è stata condotta una VAS (Valutazione ambientale strategica), né una VIS (Valutazione di impatto sulla salute) in questo modo togliendo la possibilità di un passaggio valutativo preliminare, in grado di predisporre presupposti corretti per una adeguata pianificazione. Come la Legge prevede. Così, fra osservazioni al Master Plan, dibattiti pubblici, comunicati stampa, accordi di protocollo, definizione di compensazioni che sono un «via libera» incondizionato, rettifiche varie, passa e si consolida l’idea della legittimità del Master Plan, ovvero di una scatola vuota che SEA saprà riempire in funzione esclusiva dei propri interessi aziendali e di quelli del comune di Milano. Sulla pelle del territorio e di chi in questo territorio vive, abita e lavora. Il territorio e le istituzioni devono prendere atto di questo equivoco e degli enormi danni che potrà causare, ed operare per riportare la questione dentro il sentiero di corrette e condivise procedure di valutazione e di pianificazione. Nel frattempo vige un regime di liberalizzazione delle rotte e degli orari, con voli notturni in deroga permanente, e rotte che vanno a sorvolare nuove zone del territorio utilizzate come scarico delle concentrazioni di inquinamento delle zone maggiormente frequentate da atterraggi e decolli.

 

Ultimo aggiornamento

Giovedi 14 Luglio 2022